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Studio Medico San Francesco

SINDROME DA CONFLITTO E PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA (tendinite e rottura dei tendini)

 Simdrome da conflitto subacrominaleCosa è la cuffia dei rotatori della spalla?

La cuffia dei rotatori della spalla consiste di un gruppo di tendini piatti che si fondono tra loro a formare una “cuffia” che avvolge la superficie anteriore, posteriore e posteriore dell’articolazione della spalla. Ciascun tendine proviene da un muscolo piatto e corto che origina dalla scapola. La contrazione di tali muscoli mette in tensione i relativi tendini determinando i movimenti di elevazione, rotazione interna o esterna dell’arto. Da ciò deriva il nome di “cuffia dei rotatori”.

Cosa è la sindrome da conflitto subacromiale?

L’acromion è un osso che funge da tetto della spalla (è l’osso palpabile sulla parte superiore della spalla). Sotto di esso decorre il tendine superiore della cuffia dei rotatori (il tendine del muscolo sopraspinato). In alcuni casi lo spazio tra la superficie inferiore dell’acromion e la testa dell’omero è piuttosto ristretto. Ne consegue che i tendini della cuffia dei rotatori e la borsa annessa (una struttura soffice che funge da ammortizzatore tra l’acromion e i tendini stessi) vengono compressi durante i movimenti di elevazione dell’arto. I tendini e la borsa possono così infiammarsi e diventare dolenti determinando la cosiddetta “sindrome da conflitto subacromiale”.

Come può la sindrome da conflitto subacromiale determinare una patologia della cuffia dei rotatori?

Quando la cuffia e la borsa soprastante si infiammano e diventano dolenti a causa del ripetuto contatto con l’acromion, i tendini possono deteriorarsi e danneggiarsi in vicinanza della loro inserzione sulla testa dell’omero. La sintomatologia dolorosa diventa più intensa e continua (diurna e notturna). Infine i tendini possono deteriorarsi al punto di rompersi e distaccarsi della testa dell’omero.

Perché solo alcune persone sviluppano la sindrome da conflitto subacromiale?

Diversi fattori possono predisporre a sviluppare una sindrome da conflitto subacromiale. Il più comune è la forma e lo spessore dell’osso che forma il tetto dell’articolazione: l’acromion. La presenza di un acromion a forma incurvata o con una protuberanza anteriore aumenta il rischio di sviluppare una sindrome da conflitto. Le attività che comportano frequenti ed ampi movimenti di elevazione dell’arto possono esporre ad una maggiore probabilità di instaurarsi di un conflitto. Anche i traumi e il “non uso” della spalla possono squilibrare la funzione dei muscoli della spalla determinando il conflitto subacromiale.

Quali altre cause possono determinare un danno alla cuffia dei rotatori?

Nei soggetto giovani e negli sportivi, danni alla cuffia possono derivare da gesti atletici eseguiti con l’arto al di sopra della testa (es. tennis, pallavolo, nuoto). Tali danni derivano dagli stress ripetuti in allungamento applicati sui tendini durante la fase d’accompagnamento e di rallentamento del movimento dell’arto al di sopra della testa nella parte terminale del gesto sportivo. Raramente la rottura dei tendini è dovuta al conflitto, ma ad uno squilibrio della muscolatura della spalla. Ciò può associarsi ad una lassità anteriore della spalla, dovuta a lassità congenita dei legamenti oppure ad un loro indebolimento.

Quali sintomi presenta un paziente affetto da danno della cuffia dei rotatori?

Il sintomo più frequente è il dolore in regione superiore e laterale della spalla. Solitamente la sintomatologia aumenta quando l’arto viene elevato. Sovente il dolore è più intenso durante la notte e disturba il sonno. In caso di lesioni ampie può non essere possibile l’elevazione dell’arto.

Come viene diagnosticata una lesione della cuffia?

La diagnosi viene posta sulla base di una accurata raccolta della storia clinica, dell’esame delle immagini radiografiche (che permettono di evidenziare la morfologia delle strutture ossee) e di accurato esame clinico. Questo può evidenziare ipotrofia muscolare e debolezza qualora i tendini fossero danneggiati. Particolari test possono consentire di rilevare lesioni tendinee e evidenziare il conflitto fra acromion e cuffia. Solitamente una Risonanza Magnetica Nucleare fornisce la conferma dello stato dei tendini della cuffia. Nessuno dei test fornisce una prova certa, ma la loro combinazione generalmente consente di diagnosticare una lesione della cuffia.

Quale trattamento viene intrapreso in caso di rottura dei tendini della cuffia.

Se è presente una situazione di minimo conflitto tra cuffia ed acromion o una infiammazione della borsa o dei tendini della cuffia, allora sarà opportuno un periodo di riposo associato a terapia antinfiammatoria e terapia fisica. Tale trattamento solitamente e sufficiente a ridurre l’infiammazione e a ridare tono alla muscolatura. Le attività che destavano dolore potranno essere riprese dopo scomparse del dolore. In taluni casi selezionati è indicato eseguire una iniezione di antinfiammatori cortisonici nella borsa subacromiale per ridurre lo stato infiammatorio e la sintomatologia dolorosa. L’applicazione di ghiaccio alcune volte al giorno per 15 minuti può essere oltremodo utile.

Quale trattamento e possibile se il dolore e la debolezza persistono?

Se l’acromion è ispessito o presenta una forma arcuata che determina conflitto con la cuffia, l’estremità anteriore dell’acromion può essere rimossa mediante tecnica chirurgica artroscopica. Questa tecnica consente di eseguire la procedura mediante alcuni piccoli accessi chirurgici mediante l’ausilio di una telecamera e di una sonda a fibre ottiche.

Qual’è il trattamento in caso di rottura della cuffia dei rotatori?

Quando la cuffia è completamente rotta, molto spesso il tendine deve essere riparato chirurgicamente. La scelta del tipo di intervento (riparazione del tendine, “pulizia” della articolazione con tecnica artroscopica, …) e della tecnica chirurgica (aperta o artroscopica) viene determinata da diversi parametri: severità dei sintomi, salute generale del paziente, richieste funzionali (ciò che verrà richiesto di fare alla spalla), tipo di lesione (alcune lesioni non sono riparabili). Generalmente negli individui più giovani è consigliata la riparazione, mentre in alcuni individui più anziani la riparazione può non essere fondamentale.

Cosa succede se il tendine non viene riparato?

Talora la borsa soprastante può formare una specie di “tappo”, che però non è costituito da una e vera e propria struttura tendinea, e il dolore può in tal modo ridursi. Quando invece la rottura del tendine assume entità maggiore, questo va incontro a retrazione ed a atrofia del muscolo, in questo caso il tendine non è più riparabile. Allora l’unico approccio chirurgico possibile consiste in una toeletta per via artroscopica della borsa, dei frammenti liberi del tendine ed eventualmente nel trattamento di un altro tendine, il capo lungo del bicipite, che in questi casi viene sovente coinvolto nei fenomeni degenerativi. Tale proceduta ha solo uno scopo antalgico, cioè di ridurre il dolore, ma non restituisce forza alla spalla.

Come si ripara una lesione maggiore della cuffia?

Qualora la lesione del tendine sia ampia ma senza retrazione del tendine stesso, per cui si ritiene possibile la riparazione, questa può essere eseguita con tecnica artroscopica o aperta, a seconda del tipo di lesione e dell’entità del danno. La riparazione viene eseguita con sutura “tendine contro tendine” oppure, mediante l’utilizzo di opportuni sistemi di ancoraggio all’osso, con riparazione “tendine contro osso”.

L’arto viene immobilizzato dopo l’intervento?

Dopo interventi minori (acromionplastica, asportazione della borsa, trattamento del capo lungo del bicipite) l’arto non viene immobilizzato. Al massimo viene sostenuto in un apposito tutore di sospensione. Quando invece viene eseguita la riparazione della cuffia, la spalla viene immobilizzata in un apposito tutore tecnologicamente avanzato che però consente la mobilizzazione del gomito e del polso. Inoltre il tutore viene quotidianamente rimosso per eseguire la riabilitazione, sia assistita dal terapista sia eseguita autonomamente.

Come si svolge il programma riabilitativo?

In caso di interventi minori (acromionplastica, asportazione della borsa, trattamento del capo lungo del bicipite) generalmente il programma riabilitativo è piuttosto breve e viene svolto per lo più autonomamente (autoriabilitazione). In caso di riparazione della cuffia generalmente il programma riabilitativo prevede l’inizio precoce della mobilizzazione passiva della spalla, fino alla riconquista dell’arco di movimento, seguito da un periodo dedicato al rinforzo muscolare. Il tutto prevede un impegno piuttosto prolungato, dell’ordine dei tre mesi ma talora anche oltre. La risoluzione della sintomatologia dolorosa è solitamente più breve e richiede alcune settimane.

Qual è il livello di successo di questa chirurgia?

Ogni caso è diverso da un altro. Nei casi di patologia minore (conflitto, borsite subacromiale, patologia del capo lungo del bicipite) la percentuale di risoluzione è estremamente elevata. Quando i danni sono maggiori (danni tendinei importanti) non ci si può attendere la completa risoluzione dei disturbi. In caso di riparazione della cuffia, talora può esitare una certa riduzione dell’arco di movimento. Il risultato finale dipende molto anche dalla determinazione del paziente e dalla sua capacità di seguire il programma riabilitativo.

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