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Il neurobiofeedback è un allenamento del cervello grazie al quale possiamo imparare a controllare e modificare volontariamente la nostra attività elettrica cerebrale e a correggere o normalizzare le alterazioni cerebrali e gli stati disfunzionale ad esse associati.

Il biofeedback, insegna a regolare e riportare verso una modalità naturale e fisiologica l’attività di alcuni parametri biologici (respiro, temperatura periferica, battito cardiaco, tensione muscolare, ecc.) Tali aspetti se non ben funzionanti, sono direttamente collegati con lo stress psicologico, con i disturbi psicosomatici e con alcuni aspetti che concorrono a mantenere quadri di sofferenza psicologica. 

Il neurofeedback  ed il biofeedback sono usati singolarmente o in modo integrato sono usati per il trattamento di diversi disturbi. I più frequenti sono PTSD (disturbo da stress post traumatico), cefalea muscolotensiva, emicrania, ADHD/ADD, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, depressione, ansia, attacchi di panico, acufeni, misofonia, epilessia, dolore cronico, disturbi temporo-mandibolari, tic, esordio di demenze ed esiti di traumi cranici, sindrome di raynaud, sindrome del colon irritabile, ipertensione, ecc.

I trattamenti sono indolore, non rovinano i capelli o la cute, non prevedono utilizzo di farmaci o preparati in infusione, non richiedono lunghe preparazioni, non hanno effetti collaterali ed è eseguito in un contesto piacevole e rilassante.

Disturbi trattati con neurobiofeedback

Ansia

Attacchi di panico

Epilessia

Emicrania

Cefalea muscolotensiva

Depressione

Disturbi e potenziamento dell’attenzione e concentrazione

Disturbi e potenziamento della memoria

Disturbi da stress post traumatico

Disturbi da stress (es: ipertensione, colon irritabile)

Acufeni

Misofonia

Disturbo ossessivo-compulsivo

Il biofeedback è uno strumento molto usato nei paesi anglofoni, e con innumerevoli studi e grande letteratura, mentre il neurofeedback è un metodo d’intervento relativamente recente e basato su una crescente ricerca scientifica. La loro efficacia a lungo termine è dimostrata da numerosi studi di follow up. A tal proposito consigliamo a chi interessato di prendere visione delle ricerche pubblicate su portali scientifici di riferimento mondiale come Pubmed, per documentarsi autonomamente sui risultati della ricerca nel campo.

E’ inoltre possibile informarsi sui livelli di efficacia terapeutica del bio e neurofeedback tramite la sintesi dei livelli di efficacia evidence based redatta da Yucha e Montgomery (2008).

CENNI TEORICI

Biofeedback

Il mantenimento dei parametri biologici all’interno di una ‘finestra’ sana, non è sempre facile per gli individui, e spesso la disregolazione correla con vari tipi di difficoltà. Tramite il biofeedback ci si addestra in modo consapevole ed in parte inconsapevole (è l’organismo che si autoregola spontaneamente) a mantenere in questa ‘finestra’ i parametri controllati. Un esempio può essere la tensione muscolare che non dovrebbe superare una certa soglia a riposo, tramite il training si incoraggia e si aumenta una regolazione della tensione muscolare che diventa man mano più efficace. Il biofeedback non deve essere vissuto come un compito, ma al contrario mira a ridurre i funzionamenti non fisiologici legati a eventi traumatici, stili di vita non salubri o situazioni bio-psico-sociali avverse ‘lasciando andare’ e riportando la persona verso un funzionamento naturale e fisiologico. 

Ciò si ottiene poichè il soma è innervato dal sistema nervoso periferico, di cui una parte fondamentale prende il nome di sistema nervoso autonomo SNA ed è obiettivo indiretto dei trattamenti. 

Il SNA è un sistema di controllo dell’intero organismo collegato al sistema nervoso centrale e suddiviso in due branche che innervano tutti gli organi, le ghiandole e i vasi linfatici e sanguigni. Questi 2 sistemi lavorano in modo alternato e concorrente, quando l’uno è attivo, è disattivato l’altro. Di seguito una descrizione:

il sistema parasimaptico: è il sistema del ‘pilota automatico’, dei processi di cresita e di riparazione dell’organismo. E’ legato al riposo, a stati di rilassamento e di autoriflessività. Rallenta il metabolismo e detende l’organismo. E’ attivo quando non abbiamo questioni di cui occuparci.

Il sistema simpatico: si attiva quando è necessaria una risposta ad una sfida ambientale: aumenta il metabolismo (accelera il battito cardiaco e la respirazione, aumenta l’ossigenazione del sangue) e ci prepara a situazioni di pericolo; i muscoli sono tesi e reattivi, i vasi periferici ridotti per limitare il sanguinamento, il sistema immunitario è iperattivato per limitare i danni da infezione, ecc.

Normalmente dovremmo essere in grado di passare da un’attivazone simpatica ad una parasimpatica e viceversa coerentemente con la percezione delle situazioni cui andiamo incontro. Purtroppo può accadere che diventi per noi impossibile mantenere questa regolazione (ad esempio potremmo essere molto in difficoltà a tornare al sstema parasimpatico, e quindi ad uno stato di rilassamento o riposo, dopo un momento di stress, restando costantemente, o per periodi troppo lunghi, in stato di allerta).

Il biofeedback agisce aumentando la nostra capacità di restare in una finestra di buon funzionamento in cui il passaggio tra i due sistemi sia agevole e coerente con le sfide affrontate.

Neurofeedback

Il sistema nervoso riceve gli stimoli provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo, li analizza ed elabora delle risposte adeguate che consentano la sopravvivenza dell’individuo. è composto da tessuto nervoso o neurale, fatto di cellule dette neuroni. Il neurone è composto da un corpo cellulare (centrale elettrica della cellula) che contiene il nucleo, una fibra principale di uscita detta assone e fibre di ingresso dette dendriti.

I neuroni sono collegati tra loro in circuiti elettrici. Il punto in cui un assone fa contatto con i dendriti di un altro assone ed avviene il passaggio del segnale elettrico si chiama sinapsi.

Il sistema nervoso si divide in:

-sistema nervoso centrale (SNC): composto dal cervello, nuclei sottocorticali, tronco encefalico, cervelletto, midollo spinale: riceve ed analizza le informazioni provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo ed elabora le risposte più appropriate.

-sistema nervoso periferico (SNP): l’insieme di tutti i nervi che collegano il SNC alla periferia. I nervi convogliano impulsi elettrici dal cervello al corpo e dal corpo al cervello, trasmettendo così le informazioni dal corpo al cervello e viceversa. Fa parte dell’SNP il sistema nervoso autonomo SNA (vedi sopra).

Il nostro cervello si divide in due emisferi e ciascuno di essi si divide in 4 lobi. Decenni di ricerche neurologiche e neuropsicologiche evidenziano che specifiche regioni cerebrali sono coinvolte in specifiche funzioni cognitive.

L’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico. Si può misurare con elettrodi posizionati sul cuoio cappelluto tramite EEG (elettroencefalogramma). Queste variazioni elettriche si verificano con una certa frequenza ed ampiezza e sono conosciute come onde EEG. Le onde EEG sono di diversi tipi, responsabili ciascuna di diversi stati psicofisiologici e attività mentali.

Onde EEG Freqenza (Hz) Funzioni implicate
Gamma 38-42 Apprendimento e processi cognitivi
High beta 20-38 Ansia, iper-allerta
Beta 13-21 Pensiero, focalizzazione, attenzione sostenuta, iperattività
Alpha 2

Fast Alpha

10-12 Attenzione rilassata
Alpha 1

Slow Alpha

8-10 Meditazione, senso di calma e pace sonnolenza
Theta 4-8 Creatività, insights, stati profondi, distraibilità, disattenzione, daydreaming, depressione, ansia
Delta 1-4 Sonno, soluzione di problemi complessi
SMR 12-15 Allerta mentale, attenzione, rilassamento fisico

La registrazione di queste onde viene effettuata appoggiando degli elettrodi, in modo indolore e privo di effetti collaterali, sullo scalpo, seguendo il sistema internazionale 10-20

IL TRATTAMENTO CON NEURO-BIOFEEDBACK

Il neuro-biofeedback è un trattamento che richiede una conoscenza approfondita della psicofisiologia e deve essere condotto da terapisti esperti.

Dopo una prima fase di valutazione clinica, in cui si raccoglie la storia del paziente e la sintomatologia, viene scelto il protocollo più adeguato.

Durante la valutazione ed il trattamento vengono posizionati dei sensori sullo scalpo seguendo il sistema internazionale 10-20 o sul corpo (polsi, muscoli, ecc).. Nell’utilizzo del Neurofeedback questi sensori, appoggiati al cuoio cappelluto con l’ausilio di una cuffia aperta e di un gel conduttore, inviano ad un dispositivo EEG collegato ad un computer, l’attività elettrica cerebrale del paziente.

Nell’utilizzo del biofeedback, seguendo lo stesso principio di funzionamento i sensori inviano segnali con le informazioni rispetto ai parametri fisiologici non EEG (conduttanza cutanea, frequenza cardiaca, respirazione) utili per verificare la reattività del sistema nervoso autonomo, coinvolto nei disturbi trattati.

La valutazione è seguita dal ciclo di trattamento vero e proprio, che si compone di un numero di sedute variabile da 20 a 40 (a seconda della problematica), della durata di circa 40 minuti ciascuna. Dopo il montaggio dei sensori il paziente si accomoda su una poltrona e posto di fronte ad un grande schermo che, tramite feedback visivi e sonori, stimola la regolazione dell’attività cerebrale o fisiologica verso i livelli che si vogliono raggiungere. Il processo di cambiamento è graduale, automatico e semplice; si basa sui principi neuro-bio-fisiologici del condizionamento operante.

SUGGERIMENTI PER LA PREPARAZIONE AL TRATTAMENTO:

Per ottenere il massimo dell’efficacia dal trattamento è indicato seguire alcune semplici regole

– Ove possibile non assumere, prima della sessione, bevande stimolati (caffè, coca cola, redbull, tè)

– non applicare gel o creme sul cuoio cappelluto prima del trattamento

– evitare, se possibile, di fumare almeno un’ ora prima del trattamento

– i capelli devono essere asciutti e sgrassati. E’ preferibile lavarli la sera precedente al trattamento

– bere acqua in misura adeguata

– è preferibile non indossare lenti a contatto